valkyrius prime PC, Recensione

Valkyrius Prime – Recensione


Iridescent Games

Sviluppatore

Iridescent Games

Publisher

Azione, sparatutto

Genere

Continuano a uscire bullet hell per PC e noi di Truegamers.it che siamo ossessivo-compulsivi abbiamo deciso di recensirne un altro: oggi tocca a Valkyrius Prime firmato dalla indipendentissima Iridescent Games. Vediamo com’è andata, e prima vediamoci un filmato che male non fa:

Il primo valchirio

Valkyrius Prime è uno sparatutto a scorrimento verticale – con qualche variazione – che si inserisce nel filone dei bullet hell. Di ambientazione futuristica, il gioco ci mette nei panni di una pilotessa (andrà bene così per la Boldrini?) dell’aviazione militare che dovrà fronteggiare miriadi di aeromobili della flotta dei fetenti di turno. La trama è narrata tramite finestre di dialogo con i valkyrius primeritratti in simil-3D brutto dei protagonisti: visto che consta di circa una 60ina di righe, non ve la spoileriamo più di tanto.

L’approccio di Valkyrius Prime è diretto e classico come ci si aspetta da un titolo di questo genere: si procede dritto per dritto “verso l’alto” sfasciando tutto quello che si trova davanti (e in alcuni casi dietro/di lato), cercando al contempo di non farsi ammazzare – si tratta di bullet hell, ma anche le navette nemiche arrivano in formato super-sciame per farvi inalberare ancor di più. La nostra navetta avrà di default due cannoni laterali, sparabili singolarmente o in tandem: si noti che in questo gioco il concetto di autofire è preso alla lettera, nel senso che basterà pigiare una sola volta per tenere il fuoco “acceso” fino a nuova premuta del tasto apposito. Il perché di ciò lo scoprirete nel paragrafo successivo.

Cuore del gameplay di Valkyrius Prime – o almeno pancreas del medesimo – è la meccanica del simil-teletrasporto. In pratica, oltre al movimento standard, avremo altri 4 comandi direzionali che permetteranno il teletrasporto “di prossimità” della navetta in modo da evitare ondate eccessivi di proiettili/navicelle nemiche o armi a fascio d’energia imbarazzantemente grandi e “inevitabili”. Questo spiega il perché dell’automatizzazione del: in condizioni normali, per giocare bene a questo titolo – da tastiera, almeno – avvalkyrius primeresto bisogno di tre mani (o di piedi molto prensili, stile pornostar). In combattimento, la navicella della nostra eroina avrà a disposizione uno scudo ricaricabile e un tot di vite extra – inutile a dirsi, un colpo a scudo scarico e BOOM.

Vista una longevità in termini di “chilometraggio” non proprio eccessiva, Valkyrius Prime cerca di “estendersi” tramite vari extra come diversi livelli di difficoltà, continua limitati e vari extra sbloccabili secondo la nostra performance in gioco – da medaglie futili a oggettistica extra per potenziare la navicella nei playthrough successivi. Buona poi l’idea di implementare il coop locale – una rarità, negli ultimi anni – e il supporto pad, che di base risolve il problema del bisogno di mani extra.

Funzionerà?

Viste le basi, è il caso di chiedersi quanto Valkyrius Prime funzioni come concetto – visto che, a livello strettamente tecnico di solidità e stabilità, il gioco marcia bene nella sua arretratezza tecnologica. Purtroppo, i bassi valori di produzione finiscono per affossare un pelo quanto tentato di raggiungere con un concept potenzialmente interessante: in primo luogo, infatti, non siamo del tutti convinti dell’efficacia delle hitbox, apparentemente meno efficienti che nello sparatutto doujin medio. In questo modo, valkyrius primela meccanica stessa di teletrasporto e l’evazione generica non danno il feeling di efficacia del quale si ha bisogno in questo tipo di giochi, aumentando il livello di furia dell’utente oltre il limite consentito. In secondo luogo, la bruttezza dei fondali (in alcuni casi siamo in stile Action 52) e il deficit di ombre efficaci rende molto complesso gestire il velivolo nei livelli a scorrimento “diverso”, dove sarà difficile capire contro cosa ci si possa schianatere o meno. L’estetica in sé, come accennato, è oggettivamente arretrata (e non retrò), per un effetto 3D da “bancarella” poco attraente – il livello si mantiene sulla sufficienza grazie all’ottima fluidità ed ai buoni effetti di luce. Il comparto sonoro invece è di discreto livello, trascinante e casinista quanto basta, nonché generalmente adatto al “genere” e a quanto si vede – e a quanto si fa esplodere – a schermo.

In chiusura, Valkryius Prime si conferma un prodotto discreto per la sua fascia di prezzo (cartellino a 7,99) ma che non offre nulla di particolare se confrontati a capisaldi (e “meno capisaldi”) del genere disponibili tanto su Steam quanto su Desura (sì, Desura). Il gioco più o meno intrattiene, ma per mancanze tecniche non pare fruibile come dovrebbe e pertanto non risulta eccessivamente appetibile.

 

 

Valutazione

Grafica 60%
Sonoro 70%
Giocabilità 60%
Carisma 60%
Longevità 70%
Final Thoughts

Valkyrius Prime è uno sparatutto con buone trovate che non si eleva a grandi livelli a causa di una base tecnica arretrata e di un appeal che...che è leggermente assente. Si tratta comunque di un discreto passatempo, da provare principalmente per i super fomentati del genere che vogliono metter mano a qualsiasi variazione sul tema degli shooter estremi.

Overall Score 64%
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