viviette Nintendo Switch, PC, Recensione

Viviette – Recensione – Delirio e case stregate


Torniamo a parlare di PAURA in formato RPG Maker con Viviette, titolo commerciale iberico disponibile per Switch e PC. Sotto col video:

Affari di famiglia

Viviette, sviluppato e distribuito dal team indipendente DYA Games, è un classico horror in RPG Maker che inizia…post-traumaticamente, con il protagonista quantomeno accasciato in un letto d’ospedale. A giudicare dal fatto che di lì a poco il nostro alter ego venga visitato dalla polizia ci fa capire che nonè finito lì per tonsillite o una frattura del pene: a mo’ di flashback inizia dunque l’avventura, con la quasi certezza che qualcuno si sia fatto acnora più male del protagonista…

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Infestazioni e dintorni

La misteriosa avventura di Viviette si pone come una classica vicenda di fuga&recupero (o meglio, il contrario) da una casa infestata in un setting semi-storico dal sapore di fine ‘800 o inizio ‘900. Senza sbrodolarsi in un particolare sottogenere, Viviette ofrre un mix bilanciato di elementi esplorativi, enigmi ambientali e fughe dal pazzo/a di turno – con tanto di possibilità di dimenamento a rievocare memorie di Clock Tower. La gestione dell’inventario è semplice, con gli oggetti arricchiti da brevissime descrizioni e utilizzabili nei pressi del qualcosa con cui possono interagire – a tal proposito, si nota con piacere che gli ambienti sono resi piuttosto “vivi” grazie alle numerose cose da esaminare, necessarie e non.

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La gestione degli enigmi risulta soddisfacente: nonostante alcuni sia un “pelino” telefonati, sono bilanciati da altri più interessanti. Qualche sprazzo di backtracking tende a rendere un po’ meno leggera la progressione, ma del resto la cosa ci sta visto che l’intero impianto del gioco deve ruotare attorno a una singola casa (e si va anche fuori dalle mura per amor di varietà).

La solidità di Viviette sta proprio nel suo essere un prodotto “bilanciato”, che non ricalca eccessivamente nessun canone pur includendoli più o meno tutti. Con la sua connotazione da horror classico, riesce a catturare in pieno l’attenzione dell’utente riuscendo a giocare come si deve con ambientazione e comparto sonoro senza il bisogno di sfruttare le boiate che infestano il genere da qualche anno a questa parte – jumpscares ogni 3 secondi, sto parlando con voi. Il punto più debole della produzione sta forse nel rapporto longevità/prezzo, ma è comunque una nota minore. I 3 finali disponibili comunque aiutano.

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Il gusto del buio pesto

Il piacevole comparto tecnico di Viviette contribuisce a piene mani a rendere questa produzione degna di essere giocata. La grafica 16bittiana e l’uso della (poca) illuminazione riescono a creare la giusta atmosfera sin dalle prime battute; infiniti pollici su all’iconografia volutamente creepy sopra le righe che trapela sin dai primi passi esplorativi e che finisce per permeare praticamente ogni centimetro della maledetta casa in cui il malcapitato protagonista è finito. Il sonoro, con la sua presenza-assenza, fa il suo dovere nel completare come si deve l’intero pacchetto. Buono anche il sistema di controllo, che fa il suo dovere pur senza eccessivi virtuosismi. Molto buona anche la resa generale in fase portatile per gli utenti Switch.

Valutazione

Grafica 83%
Sonoro 82%
Giocabilità 79%
Carisma 85%
Longevità 72%
Final Thoughts

Viviette è un piacevolissimo horror esplorativo, capace di sfruttare bene i canoni del genere senza impipparsi negli stereotipi e nelle features inutili che ultimamente lo infestano. L'ottima resa dell'atmosfera e il sonoro adeguato alzano il livello della produzione, consigliata a tutti gli appassionati del genere.

Overall Score 80%
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