Void Bastards Genere, PC, Recensione, Xbox One

Void Bastards – Recensione: Uno shooter-roguelike con tonnelate di stile


JPlayrise Digital

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Greenlight Games

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Genere

Cosa succede ad un unire due generi popolari come sparatutto e roguelike, aggiungendoci anche un pizzico di RPG e survival? Forse un mappazzone videoludico, o forse qualcosa di riuscito. 

A tentare questo esperimento ci hanno provato i ragazzi di Blue Manchu, con questo loro Void Bastards, un titolo disponibile per PC e Xbox One che ha catturato la nostra attenzione grazie al suo particolarissimo comparto artistico. Sarà solo un gioco bello a vedersi o anche a giocarsi? Dopo averlo terminato a varie difficoltà, ecco la risposta.

Criminali liofilizzati

In Void Bastards si gioca nel ruolo di dei criminali. Sono loro i “Bastardi del Vuoto” del titolo.  Questi poco di buono vengono detenuti sulla Void Ark, una nave spaziale prigione dove passano la loro esistenza sotto forma di materiale organico liofilizzato contenuto in una busta (non vi piglio in giro).

Un giorno, la Ark finisce malauguratamente per venire assaltata da dei pirati spaziali mentre si trova all’interno della pericolosa Nebulosa di Sargasso. Con il motore FTL in panne, l’I.A. della nave, l’irriverente B.A.C.S., decide di impiegare come “forza lavoro” gli “ospiti” della Ark, per recuperare le componenti utili a rendere tutto nuovamente operativo. 

Uno degli ospiti della Ark viene prontamente “versato” nella navetta S.T.E.V. 13, pronto per un saccheggio.

Il compito non è facile: l’unico modo di ottenere qualcosa all’interno della Nebula è abbordare le altre navi alla deriva con una navetta da trasporto e depredarle, facendo i conti con mostri spaziali, pirati e altri pericoli. Una morte violenta e dolorosa attende dietro ogni angolo.  Ma a B.A.C.S. questo non importa! Nel caso il “detenuto-saccheggiatore” muoia a lui basta deliofilizzarne un altro e via, verso nuovi abbordaggi! E così, di morte in morte, di saccheggio, in saccheggio, il giocatore dovrà sfruttare ogni risorsa per riuscire a trovare tutto il necessario per uscire dalla Nebula e chissà… magari riconquistare la libertà di cittadino con tutti i liquidi al proprio posto.

Questo abbozzo di trama, che giustifica in maniera assurda e perfetta il meccanismo di morte e rinascita tipico dei roguelike, viene narrato attraverso delle cutscene fumettose che nello stile ricordano il compianto Moebius, e vengono accompagnate da dialoghi dai toni scanzonati, demenziali e ricchi di humor nero. Questa tendenza all’umorismo che sfiora il sarcasmo accompagna il giocatore per tutta l’avventura grazie alla presenza di B.A.C.S. come voce fuori campo, che introduce nuove meccaniche di gioco e elementi di lore. L’I.A. si esprime sempre con linee di dialogo taglienti e che ci ricordano continuamente la nostra condizione di “sacrificabili”. Anche le armi sono alquanto folli, così i nemici, le ambientazioni, il loot. Tutto. 

Prepararsi a sopravvivere…

Per scegliere dove dirigersi bisogna sempre prestare attenzione alle risorse in proprio possesso.

Il gioco vero e proprio si svolge in due fasi principali: una di preparazione e l’altra di saccheggio. In quella di preparazione si viene messi davanti ad una mappa con varie location che sarà possibile raggiungere con la propria navetta. Possono essere altre navi, ma anche luoghi particolari, come asteroidi abitati da eremiti spaziali. Su ogni location sono riportati risorse e oggetti utili che è possibile recuperare sul posto ed è quindi possibile valutare dove recarsi in base alle proprie necessità.

Non bisogna dimenticarsi infatti che Void Bastards ha anche una componente survival, che impone al giocatore di non rimanere mai a secco di cibo e carburante. Queste due risorse vengono consumate ogni volta che ci si sposta verso una nuova location e rimanere a secco di anche solo una delle due significa incorrere in non pochi problemi. Con tutto il resto del il loot è possibile creare armi ed equipaggiamenti che offrono vari approcci diversi durante le operazioni di saccheggio. Decidere quali equipaggiamenti portarsi dipende dal vostro stile di gioco, ma anche da quali nemici dovrete affrontare. Nella scheda della location è difatti riportato anche quali creature pericolose sono presenti a bordo e alcune (soprattutto nelle fasi più avanzate) richiedono metodi particolari per essere eliminati.  Una volta scelto dove recarsi e quale equipaggiamento portarsi appresso si può partire con il saccheggio. 

… a colpi di graffettatrice!

Ci sono svariati tipi di nemici in Void Bastards, ognuno con caratteristiche peculiari che dovrete imparare a conoscere.

Le mappe vengono generate proceduralmente, ma osservando la tipologia di nave che si sta per abbordare è possibile sapere quali tipologie di stanze potremo aspettarci di trovare a bordo. Le stanze sono una componente importantissima del gameplay in quanto sfruttarne le diverse funzioni permette di ottenere dei grossi vantaggi. Nella sala comandi ad esempio è possibile ottenere la posizione di ogni oggetto utile presente sulla nave, e, spendendo dei Merits, anche la posizione di tutti quanti i nemici. I Merits è una particolare valuta in game che si ottiene lootando e che può essere utilizzata durante i saccheggi per ottenere diversi vantaggi, come ad esempio sbloccare contenitori con materiali preziosi o accedere a funzioni aggiuntive dei terminali delle stanze. Ad esempio, nel caso di una macchina del caffè, si possono spendere dei Merits per poterla utilizzare più volte del consentito. Perché uno dovrebbe volere utilizzare una macchina del caffè? Semplice: perché quando si è carichi di caffeina le armi infliggono il triplo dei danni normali ai nemici. Adorabile follia. Un altro esempio? C’è una stanza dedicata alla ricombinazione genetica che permette di aggiungere, o eliminare perk dal vostro personaggio. Quasi ogni “ospite” della Ark ha infatti dei tratti che possono essere vantaggiosi, oppure no durante il saccheggio. Una delle più (è il caso di dirlo) bastarde e divertenti è indubbiamente “Fumatore”. A causa di questo tratto il personaggio si lascerà sfuggire ogni tanto dei colpi di tosse, che sono in grado di allertare i nemici. “Fumatore” è riuscito a ricordarmi come proferire oscenità ad alta voce abbia un enorme potere lenitivo sui tormenti videoludici di un gamer. Grazie Blue Manchu.

Tornando al gioco, la varietà di nemici è buona, e ogni tipologia ha attacchi e pattern comportamentali diversi. Si passa dai “cazzutissimi” SCREW, nemici corazzati in grado di macinarvi con pochi colpi che vi seguiranno fino in capo al mondo, fino ai passivi, ma pericolosi “Turisti”, degli agglomerati gelatinosi che strisciano in giro lamentandosi della scarsa pulizia dei pavimenti che non esitano a farsi esplodere quando ci si avvicina troppo. Ancora la follia. 

Void Bastards
Gattini robot. Esplodono bene, ve lo assicuro.

La componente shooter ricorda in qualche modo Bioshock, dove per uccidere i nemici non basta affrontarli ad armi spianate. Bisogna ragionare e sfruttare a pieno l’ambiente e il proprio equipaggiamento, anch’esso vario e anch’esso delirante. Del tipo che una delle prime armi che è possibile sbloccare con facilità è una “Graffettatrice”, che spara graffettone giganti a mo’ di fucile a pompa. Non mancano pistole a dardi, esplosivi, tutti potenziabili e oggetti che permettono di sbloccare vari tipi di azioni, come ad esempio aggirare le torrette automatiche e renderle amiche. Sì, ci sono anche le torrette automatiche. Il gioco spinge dunque ad un approccio oculato: bisogna aggirarsi per la nave consultando la mappa per orientarsi e capire come sfruttarne la conformazione a proprio vantaggio. Per sopravvivere in Void Bastards è necessario sfruttare tutte le caratteristiche degli ambienti e le particolarità dei nemici in maniera creativa, in modo da ribaltare sempre la situazione. Altrimenti si andrà inevitabilmente incontro alla morte violenta e dolorosa di cui si parlava prima.

Nonostante le variabili date dalla proceduralità e dalle armi: è inevitabile notare un certo grado di ripetitività, soprattutto una volta giunti alle fasi finali del gioco. Nonostante i diversi nemici (e qualche “boss” che ogni tanto  costringe a rimescolare un po’ le carte) una volta azzeccata la giusta combinazione di equipaggiamenti, i saccheggi diventano quasi una routine e non rappresentano più una versa sfida, come all’inizio. Quando l’avventura avanza e si iniziano ad avere dei buoni potenziamenti, ci si aspetta sempre un guizzo, un botto, un qualcosa che dia una svolta all’azione, ma che purtroppo non arriva mai: l’endgame è già lì, senza averci dato la possibilità di sfruttare veramente a pieno tutto il “costruito”.

Nonostante questo però è innegabile che questo gioco dia dipendenza, soprattutto grazie a tutte le trovate geniali a livello di art design che lo rendono sempre un piacere per gli occhi.

Videofumetto

Il gioco stupisce per la quantità di dettagli presenti nelle ambientazioni.

Lo stile fumettoso delle cutscene, è stato mantenuto sia nei menù che nelle sessioni di gioco vere e proprie, grazie ad uno cel-shading che mi ha ricordato molto quello stillosissimo di XIII. Non mancano nemmeno le onomatopee su schermo ad indicare il “TAP, TAP” dei passi di un nemico o dei bellissimi “PLUTCH”  e “BLORP”, quando si assiste all’esplosione di un corpo e al conseguente spargimento di frattaglie per tutta la stanza. È davvero raro trovare un gioco così ispirato e attento a mantenere un certo stile in ogni minimo particolare. Il sonoro è forse la componente che mi ha convinto meno, con effetti sonori, efficaci, ma per nulla originali. Anche la colonna sonora non presenta alcun brano veramente memorabile. L’unica cosa che si fa notare sotto questo aspetto è il doppiaggio: tutti i personaggi, dai nemici a B.A.C.S. hanno un adorabile accento british che rende il tutto ancora più demenziale se è possibile. Am I making myself perfectly focking clear?



Grafica 90%
Sonoro 75%
Giocabiltà 80%
Bastardosità 100%
Final Thoughts

Un comparto artistico accattivante e un gameplay che fa della creatività il suo punto di forza, rendono Void Bastards un ottimo gioco. I ragazzi di Blue Manchu hanno saputo mescolare sapientemente vari elementi di gameplay diversi e il risultato è uno shooter-roguelike capace di distinguersi nel marasma videoludico odierno. Peccato solo che nelle fasi più avanzate diventi un po' troppo semplice e prevedibile, e per questo l'eccitazione dell'abbordaggio finisce col trasformarsi in routine. Un po' più di sfida per dare pepe alle fasi finali l'avrebbe reso perfetto.

Overall Score 86%
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