PC, Recensione

The Walking Dead, Ep.1 – Recensione


Telltale Games

Sviluppatore

Telltale Games

Publisher

Avventura, Storia interattiva

Genere

The Walking Dead, un gioco, ma prima una serie televisiva, ma prima ancora una graphic novel: passaggio dopo passaggio, il concept “esistenza minata dall’avanzata degli zombi, vista in modo drammatico / quotidiano” è stato sviscerato in ogni modo: saranno quindi riusciti i nostri eroi ( i Telltale, per la precisione ) a rialzarsi da una serie di giochi mediocri, sfruttando le loro “nuove” meccaniche video ludico narrative per realizzare un prodotto come si deve ? Diciamo nì, e diamo il via alla recensione di questo primo episodio.

LA VERSIONE DI LEE

The walking dead episode 1 (1)Non starò a creare troppi colpi di scena: la forza di questo primo episodio sta nel carisma, grazie ad una storia veramente ben raccontata, arricchita da situazioni limite, scelte di condotta e personaggi profondi. Fortunatamente infatti sono stati abbandonati con tanto di tirata di sciacquone protagonisti eccessivamente stereotipati, per dare spazio ad attori virtuali ricchi di sfumature caratteriali: per carità, ci sarà sempre l’iracondo, la scazzata, quello che vuole fare l’eroe ma è nerd e quindi non è detto che porti a casa la pelle, ma queste sono solo delle basi che spesso e volentieri andranno poi a modificarsi a seconda delle diverse situazioni ( leggere: sfighe ) che dovranno affrontare.
Parliamo dunque di Lee, il protagonista della vicenda, un carcerato reo di avere, presumibilmente, ucciso l’amante della moglie, ma non ci sarà mai qualcosa di chiaro al riguardo, dato che il tutto sarà filtrato dalle sue parole, spesso frutto della nostra decisione: i dialoghi sono gestiti da un sistema a tempo limitato per il quale si dovranno prendere decisioni rapide sul cosa spiegare o meno di sé agli altri, mentendo spudoratamente o rendendo pubblica la nostra posizione, cosa che però vuole anche dire rischiare la pelle. Chi potrà dire come reagirà la tal persona X alla notizia della nostra condotta non proprio impeccabile ? Vi perdonerà, vi ricatterà o fomenterà gli altri a lasciarvi in pasto agli zombi ?
The walking dead episode 1 (2)Al proposito dei non morti: dovremo ringraziare uno di questi per la nostra evasione, che ci porterà ad esplorare l’ambiente circostante devastato dalla rovina e dalla pestilenza; ogni essere umano potrà diventare un fidato alleato, compresa la piccola Clementine, bambina rimasta senza i genitori e che il nostro spirito civico ci porterà a proteggere sino alla fine dell’avventura. Le meccaniche di base, spesso sempre piuttosto uguali tra loro come navigare lo schermo mediante comandi direzionali da tastiera, osservando con il puntatore del mouse gli elementi di interazione (alcuni anche oggetti trasportabili con un piccolo inventario automatico: il gioco stesso ci dirà quando sia possibile un tentativo d’uso), ci porteranno in alcuni casi a premere il tasto giusto al momento giusto, od a mirare un certo attacco una volta armati; sarà però il contesto a dare corposità a questi movimenti, tenendoci spesso in una buona tensione ( un esempio i primi attacchi dei singoli zombi: facile schivarli camminassimo normalmente, ma guarda caso siamo appena usciti da un incidente d’auto e dunque claudichiamo esattamente al loro livello ) e portandoci davanti a scelte etiche senza possibilità di cambiarle, beh se non rigiocando tutto da capo.
The walking dead episode 1Ogni biforcazione presa avrà finalmente una reale influenza sulla trama (la NON lezione di Jurassic Park deve avere istruito in qualche modo), decidendo talvolta anche quali personaggi riusciremo a rivedere nel corso non solo del singolo episodio, ma nella prosecuzione stessa della narrazione. Sono quindi contento di potere affermare che questo gioco si “gioca” molto di più, l’illusione di azione è ben congeniata seppur come detto con i sistemi semplicistici della nuova generazione Telltale, mai stata così seria ed adulta, basti contare la quantità di sangue e turpiloquio presenti nell’opera, mai comunque gratuiti ed anzi spesso parte integrante del contesto e del modo di fare dello stesso Lee.

NOTE TECNICHE ZOMBESCHE

The walking dead episode 1 (3)La grafica stile cartoon è stata molto meglio costruita rispetto al passato, sfruttando ombreggiature di rilievo ed effetti di sporcizia e sangue che aiuteranno nel rendere le atmosfere drammatiche come non mai; le espressioni dei personaggi tendono sempre un po’ a passare da una all’altra con rapidità, ma siamo anche qui su una strada già di gran dubbio superiore nel mostrare diverse emozioni umane.
I problemi arrivano sempre con il sonoro: benché il doppiaggio sia impeccabile, purtroppo si sente ancora il fastidioso rumore sordo all’inizio di alcuni parlati, difetto che già riscontrai negli episodi di Law and Order, del quale la natura rimane misteriosa tanto quanto il passato del nostro Lee: cattiva renderizzazione ? Parti non tagliate di accensione del microfono? Misteri zombeschi, aggiunti ad una colonna sonora discreta e ad alcuni loop di parlato di sottofondo che si potevano evitare: ricordo come ad un certo punto un petulante bimbetto dalla lingua svelta ripete sullo sfondo per 300 volte la frase “it’s awesome!” seguito da qualcosa di indistinto; inizialmente credevo fosse ammorbante lui, ed in parte era perfino vero, ma facendoci caso si percepiva uno stesso file audio che andava a ripetersi e ripetersi.

Valutazione

Grafica 74%
Sonoro 60%
Giocabilità 60%
Carisma 84%
Longevità 60%
Final Thoughts

I Telltale tornano a camminare in avanti grazie ad un avanzata di non morti: personaggi ottimi, trama coinvolgente e scelte, ripeto, reali ed in grado di modificare alcuni aspetti della storia (o più mestamente essere soggetto di sondaggio che ci comparirà a capitolo concluso del tipo : aah, il 57 % delle persone ha scelto come te di sparare al cane zombi e salvare la chiave inglese! Ovviamente invento per non far su spoileroni), dando inizio ad una serie gustabile anche da chi come il sottoscritto non si è mai avventurato sia nel fumetto che nel telefilm. Classici problemi tecnici non vanno però a minare dunque il senso dell’opera, sfruttando la bassa longevità riuscendo a non farcela percepire, e portandoci anzi ad attendere un nuovo episodio per capire quali sfighe colpiranno il nostro galeotto, capendo qualcosa di più su questi folli, istintivi, umani in balia dei non morti. Bene così.

Overall Score 67%
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