Watch Dogs Recensione

Watch Dogs – Recensione


Ubisoft Montreal, Romania, Reflections

Sviluppatore

Ubisoft

Publisher

Azione – Free-Roaming

Genere

Correva l’anno del signore 2012, 5° giorno del 6° mese: il mondo viene a conoscenza di una nuova Ip targata Ubisoft. Il mondo viene a conoscenza di Watch Dogs.

L’annuncio viene fatto dalla casa francese in piena conferenza E3. Bastano due parole e un video e la rete impazzisce. Il trailer di presentazione è un’opera d’arte: azione, una grafica da paura e un protagonista misterioso in cerca di vendetta con la capacità di poter hackerare qualunque dispositivo elettronico dal suo smartphone. L’hype è incontenibile. La gente vuole quel gioco, vuole quella grafica, vuole far scontrare le macchine hackerando i semafori e pestare le genti con uno sfollagente dopo aver letto che lavoro fanno e quanto guadagnano grazie ad uno scanner facciale. La grafica incredibile fa subito pensare ai più che si tratterà di un titolo per la nuova generazione di console e i più non si sbagliano perchè dopo l’annuncio di Xbox One e PS4 il gioco viene messo fra i titoli di lancio di entrambe e vengono perfino annunciati dei bundle. I pre-order si sprecano, ma quando manca poco più di un mese all’uscita della next-gen BAM! Ubisoft rinvia l’uscita di Watch Dog, perdendo mezzo miliardo di dollari e facendo infuriare in un colpo solo fan, Microsoft e Sony che si ritrovano a dover gestire migliaia di disdette dei bundle.

Quali siano stati i motivi di questo rinvio non lo si saprà mai ( i più maligni parlano di paura di un certo titolo che inizia per G e finisce per A V), fatto sta che la data d’uscita del gioco viene spostata prima ad un non meglio definito “Periodo Primaverile 2014” e infine al 27 Maggio.
Un lancio travagliato quello di Watch Dogs insomma, una cosa che pare stia diventando abbastanza comune ultimamente, ma finalmente ci abbiamo potuto mettere le mani. Sarà questo primo capitolo di quella che è destinata a diventare una serie degno di tutto il fomento generato? Scopriamolo insieme.

Storia di ordinaria vendetta

 

Watch Dogs

Aiden Pearce. Un uomo dal volto abbastanza comune, ma che di comune ha ben poco.

Aiden Pearce non è un uomo comune. Ha 40 anni circa, ha un aspetto da uomo vissuto, sa combattere e conosce i meccanismi di quel perverso marchingegno che è il mondo criminale, ma non è questo a renderlo speciale. A renderlo speciale sono le sue doti di hacker. Backdoors, Keyloggers, programmi di intercettazione, non c’è metodo o procedura che lui non sappia sfruttare per inserirsi in un sistema informatico. Da quando poi a Chicago hanno installato la rete ctOS per lui e il suo mentore Demien Brenks la vita si è fatta facile, tanto che i due riescono a bucare con facilità qualsiasi conto bancario, portandosi a casa cifre da capogiro in pochi secondi. Ma cos’è ctOS? Si tratta di una rete informatica rivoluzionaria progettata da un’azienda, la Blume Corporation, in grado di gestire e creare interconnessioni fra tutte le apparecchiature elettorniche presenti in una città. Telecamere, semafori, bancomat, telefoni perfino le porte dei garage e i sistemi delle tubature della città, sono tutti collegati e gestiti tramite ctOS. Alcuni sofisticati software installati sulla rete sono inoltre in grado di interpretare il linguaggio del corpo e riconoscere segnali comportamentali che preannunciano il manifestarsi di comportamenti violenti, permettendo alla polizia di procedere con delle intercettazioni telefoniche e agire tempestivamente in caso di crimine. Per Aiden e Damien la rete ctOS non è altro che una chiave universale per accedere a qualunque sistema di sicurezza: il danaro di ogni banca o esercizio commerciale connesso alla rete è per loro come una portafogli lasciato in bella vista sulla strada. Tutto procede splendidamente, fino a quando durante un “colpo” i due cyberladri finiscono col pestare i piedi a qualcuno di potente che decide di dargli una lezione. La lezione per Aiden si traduce in un proiettile conficcato nel copertone della sua macchina. Nell’auto con lui ci sono sua sorella e sua nipote Lena, che rimane uccisa nell’incidente. Da quel momento Aiden è tormentato dai sensi di colpa, ma ancora di più dalla voglia di vendicarsi. Perchè così tanta violenza contro dei “semplici” ladri? Qual’è il vero motivo che ha portato ad una punizione così estrema? Ma soprattutto: chi è stato a ordinare la spedizione punitiva? E’ a queste domande che il giocatore dovrà rispondere aiutando Aiden nel suo viaggio per scoprire la verità e vendicarsi di chi ha posto fine alla vita di sua nipote.
Non è certo un plot originalissimo questo è vero, e la trama si snoda attraverso 5 capitoli in maniera piuttosto lineare, salvo qualche colpo di scena a metà gioco, ma nel complesso intrattiene più che bene. D’altronde le storie di vendetta piacciono sempre.

Il potere del chip

Watch Dogs

I punti rossi sulla mappa di gioco sono torri ctOs. Sono simili alle visuali panoramiche di AC: una volta hackerate vedrete tutte le attività disponibili in quella porzione di mappa.

Come abbiamo detto sopra Aiden è decisamente un tipo interessante, anche se non un personaggio originalissimo. Lo si potrebbe definire una sorta di Sam Fisher urbano. Il signor Pearce ricorda il caro agente Echelon per i suoi modi burberi, le sue capacità di combattimento e la sua mente portata per la tattica. Anche la loro morale presenta dei punti in comune: nessuno dei due è malvagio, ma nessuno dei due si fa scrupoli a pestare brutalmente o eliminare con ogni mezzo possibile i propri nemici. C’e una cosa che pero li distingue: le capacità di Hacker di Aiden (e il vestiario, ma vabbè). Ogni aspetto di Watch Dogs, dalla trama al gameplay, ruota attorno ad esse. Durante le missioni, ma anche semplicemente vagabondando per Chicago risulta praticamente impossibile non utilizzare il vostro talento, anche solo per attivare le casse di uno stereo quando entrate in un negozio. La vostra abilità può essere utilizzata ovunque e in qualunque momento per svolgere le attività più disparate e non soltanto all’interno della campagna. Basta premere un tasto del controller o della tastiera e vedrete immediatamente a cosa potrete connettervi intorno a voi. Senza contare che potrete anche farvi gli affaracci della gente, “profilandoli” e scoprendo dettagli sulle loro vite, come che lavoro fanno, quanto guadagnano e che passioni hanno, visto che i loro telefonini fanno tutti parte della rete. Tra le varie attività secondarie c’e quella di sventare dei crimini in città: un indicatore comparirà su un punto della mappa dove sta per svolgersi un potenziale crimine e voi dovrete fermarlo. Magari stavate facendo tutt’altro, ma vi ritroverete a correre li il più in fretta possibile e questo capita con varie altre sottomissioni perché di cose da fare ce ne sono veramente tante. Questo continuo venir bombardati da attività da completare e perfetto a livello ludico visto che aumenta in maniera efficace la già buona longevità del titolo. Allo stesso tempo per qualcuno potrebbe risultare “opprimente” il continuo comparire di indicatori sulla mappa, ma a pensarci bene non e forse un ritratto del nostro vivere quotidiano? Dove siamo rintracciabili in ogni momento attraverso pc, telefoni, tablet, che se ignorati per una giornata troviamo intasate di notifiche di ogni tipo? E anche noi possiamo rintracciare e raggiungere chiunque, anche quando magari non abbiamo niente da dire, un pò come Aiden che per dimenticare il dolore passa il tempo a stalkerare il prossimo tramite webcam e telecamere. Watch Dogs è un gioco che ogni tanto fa riflettere e questo non fa mai male.

Forza bruta o sniffing?

Watch Dogs

Il signor Pearce non si fa problemi a menar le mani.

Parliamo ora del titolo dal punto di vista del gameplay. Watch Dogs si propone come un open world, dove si può andare quasi ovunque dal momento in cui si mette per la prima volta “piede” in città. Per affrontare i suoi avversari, Aiden usa una combinazione di hacking e quello che potremmo chiamare combattimento tradizionale: ovvero botte e spari. L’arsenale del gioco è composto da una quarantina di armi circa, e spazia dalle pistole ai fucili di precisione, per passare dalle granate e gli esplosivi fatti in casa che Aiden può creare utilizzando materiali sparsi in giro per la mappa. Un sistema di copertura dall’utilizzo intuitivo e l’utilizzo di una sorta di “corsa acrobatica” alla Assassin’s Creed, permettono ad Aiden di muoversi agilmente durante gli scontri a fuoco, dove spostarsi di riparo in riparo è importante per tentare di fiancheggiare i nemici. Va precisato che Aiden non ha le capacità sovrumane degli Assassini: la sua corsa acrobatica si limita a qualche mossa elementare di parkour. Per il combattimento a corpo a corpo, si ha in dotazione uno sfollagente telescopico utilizzabile tramite la pressione di un tasto apposito. Nella maggior parte dei casi le missioni sono approcciabili in modo stealth o “scasso tutto lo scassabile”. Che siate dei ninja o degli assaltatori, troverete comunque utile utilizzare lo smartphone: approccio furtivo? potete studiare attentamente l’area utilizzando le telecamere e trovare punti d’ingresso nascosti, far suonare il cellulare di una guardia per farlo distrarre, o creare disturbi nelle apparecchiature elettroniche per tenere occupati piu nemici. Approccio Scharzenegger? Si possono far esplodere tubature o esplosivi che i nemici portano con se, o alzare piattaforme mobili per crearsi ripari. Durante gli inseguimenti invece potrete far andare in tilt i semafori, alzare dissuasori stradali e godervi il momento gli spettacolari incidenti che causerete. Si possono persino disattivare gli elicotteri, ma per poterlo fare bisogna prima sbloccare l’apposita skill.

Watch Dogs

Far schiantare macchine contro i dissuasori da soddisfazioni. Anche quando non vi stanno inseguendo.

Nel titolo e difatti presente anche una blanda componente Rpg: completando missioni e attivita secondarie si accumula exp, si sale di livello e per ogni level up si riceve come premio un punto skill spendibile nell’albero abilita. Si tratta nella maggior parte dei casi di potenziamenti passivi come controllo dei veicoli migliorato, minor rinculo e qualche “tacca” di durata in più della batteria del telefono, che vi permetterà di usare più spesso gli hack. Skill attive ad esempio sono invece la Concentrazione (una sorta di “bullet time”, utile in situazioni critiche), l’imparare a costruire qualche nuovo gadget o acquisire il controllo dei ponti mobili della città. Sfruttare al meglio queste abilità risulta vitale giocando al livello di difficoltà più alto, ma a livello facile o normale c’è da dire che si riducono quasi a delle aggiunte belle da usare, ma non necessarie alla sopravvivenza. Vi consigliamo pertanto di giocare direttamente alla difficoltà più alta, per gustarvi anche un pò più di realismo: pochi colpi e sarete a terra, quindi o si hackera, o si muore. Sull’hacking va detta però una cosa: non è poi questa gran cosa. Ovvero: l’interazione con gli oggetti avviene in maniera prestabilita. Non si può hackerare qualunque telefono, far saltare qualunque tubatura o interagire con qualunque cosa. Questo è comprensibilissimo in termini di difficoltà di sviluppo, ma allo stesso tempo, un po’ l’amaro in bocca lascia e lo fa solo per un motivo: troppe aspettative. Dalla campagna pubblicitaria sembrava quasi che si potesse hackerare anche la stessa console/postazione pc da cui si stava giocando, quando in realtà la cosa è ben più limitata. L’hacking non mette in campo nulla di stupefacente, ma rende Watch Dogs semplicemente un gioco con un buon livello di interattibilità ambientale. Tutto qua.  Tornando a noi, la disposizione dei comandi sul pad è ottima, e permette di giocare con scioltezza, anche se all’inizio vi servirà un po’ per imparare a destreggiarvi fra sistema di puntamento, corsa acrobatica e hacking.
Un punto un pò dolente del gameplay è il sistema di guida che ci è sembrato decisamente troppo arcade. Che stiate guidando un’utilitaria o una muscle car, la “sensazione” pad alla mano è la medesima. I veicoli vanno tutti molto veloci, anche quelli che non dovrebbero e hanno tutti la stessa manovrabilità: fare curve, derapate, testacoda e qualunque altra cosa vi venga in mente è estremamente facile. Forse questo tipo di guida semplicistica è stato adottato apposta per far si che anche i non patiti di giochi di simulazione automobilistica potessero guidare senza pensieri, ma vi diciamo che se la sensazione di guidare un’auto è meglio restituita in un gioco “cazzaro” come Saint’s Row III, allora si poteva fare qualcosa di meglio.

Realtà virtuale

 

Watch Dogs

Tra i passatempi di Watch Dogs, ci sono anche cose più tradizionali come il poker. Ovviamente si può barare controllando il livello di stress degli avversari per capire se bluffano.

Un paragrafo a parte lo meritano un tipo particolari di attività secondarie: i giochi di realtà virtuale. Ce ne sono vari sparsi per tutta Chicago e si dividono in due categorie: I Trip Digitali e i Giochi di Realtà Aumentata. I primi potrete provarli rivolgendovi a dei veri e propri spacciatori e vi diciamo subito che il nome trip non è a caso: i loro nomi sono Psychedelic, Madness, Spider Tank e Alone. In Psychedelic bisogna far rimbalzare Aiden su degli enormi fiorelloni colorati sparsi in città (na cosa stra hippy), in Madness bisogna guidare un’auto demoniaca investendo quanti più demoni possibile (na cosa stra Carmageddon) in Spider Tank bisogna guidare un enorme ragno meccanico e spatocciare più mezzi e più roba possibile. E poi c’è Alone. Alone è un’esperienza angosciosa e alienante. Un vero trip. In pratica si viene portati in una Chicago che sembra uscita direttamente da una storia di Philip K. Dick, in cui bisogna hackerare dei terminali sfuggendo a degli inquietanti sorveglianti robot. I Giochi di Realtà Aumentata, invece fanno comparire componenti virtuali nel mondo reale: in pratica tutti gli altri vi vedranno sparare al nulla, ma voi starete combattendo con degli alieni nel caso steste giocando a NVZN, o raccogliendo dei gettoni schivando tesch, giocando a Cash Run. La differenza è che trovandovi nel mondo reale, se vi farete investire o colpirete un passante questi reagiranno!
Questi minigiochi sono veramente ben curati e divertenti, tanto che sembra quasi che siano dei giochi indie, presi e infilati all’interno di una produzione tripla A. Siam sicuri che vi metterete a finire tutti i livelli di ogni singolo minigioco.

Invasioni

 

Watch Dogs

Quando compare quella scritta è meglio iniziare a guardarsi intorno.

Com’è quasi d’obbligo per i giochi d’oggi, Watch Dogs presenta anche delle modalità multiplayer. Sono tutte accessibili attraverso il menù in-game e potrete iniziare a giocare in qualunque momento della partita, senza tornare al menù principale. La cosa interessante è che alcune di queste modalità prevedono che voi invadiate o veniate invasi da altri giocatori. Siete li tranqulli che state per iniziare una missione e pam! Vi ritrovate gettati in una partita di Intrusione: un altro giocatore sta cercando di hackerarvi lo smartphone e voi dovete trovarlo in un’area circostritta intorno a voi. Ai vostri occhi lui apparirà con una skin da NPC, quindi dovrete “profilare” la folla cercandolo. Se lo troverete prima che l’hack sia completo allora avrete la possibilità di ucciderlo, sempre che lui non riesca a fuggire. Altra modalità molto interessante è Pedinamento, dove per Hackerare l’avversario bisogna tenerlo costantemente nel proprio campo visivo, e quindi bisogna essere abili a non farsi scoprire, fingendosi un’NPC. Si tratta di modalità piacevoli da giocare e indubbiamente originali, ma è comprensibile che alcuni potrebbero non apprezzare il fatto che la loro partita venga interrotta così bruscamente e quindi Ubisoft ha aggiunto la possibilità di disattivare le Invasioni dal menù opzioni. Le altre modalità sono già più classiche. In Decriptazione, giocabile in tutti contro tutti o in 3vs3, bisogna rubare un file agli avversari e mantenerlo nelle proprie grinfie fino a che non lo si è decriptato. Corse Online, propone una sfida in auto attraverso le strade di Chicago e Free-Roam, permette ad 8 giocatori di scorrazzare per la mappa a devastare tutto il devastabile, con la possibilità di attivare anche il PvP. Non sarà un comparto multiplayer capace di dare dipendenza come quelli di altri titoli, ma qualche ora di puro intrattenimento la regala.

Watch Dogs: prodigio della tecnica, oppure no?

 

Watch Dogs

Chicago di notte offre un vero spettacolo.

Oooooh, il lato tecnico di Watch Dogs. Quanto avete sbavato su questo gioco eh, amanti della grafica? Quanto? Tanto. Tantissimo. E non lo neghiamo, nemmeno noi siamo riusciti a non slogarci le mascelle di fronte al primo video rilasciato all’E3 2012. Ma è davvero tutta sta gran cosa graficamente sto gioco? La risposta è sni.
Senza ombra di dubbio ci troviamo di fronte ad un titolo con una realizzazione tecnica eccellente. Chicago è riprodotta in maniera certosina, con posti e palazzi ricreati con dovizia di particolari e texture ottime. Spostandosi di zona in zona non si percepisce il benchè minimo caricamento, e il frame rate rimane sempre solido come una roccia a parte sporadici cali nelle situazioni più concitate . Certo è vero che la dimensione della mappa è di gran lunga inferiore a quella mastodontica di GTA V, ma stiamo parlando comunque di una superficie enorme, esplorabile senza sperimentare caricamenti di sorta. Purtroppo forse Chicago non era la città più interessante da mettere in un gioco. Sarà anche piena di posti interessanti, come ci hanno tenuto a far sapere gli sviluppatori mettendo gli Hot Spot, delle zone che raggiunte danno esperienza e informazioni sulla città, ma non ha lo stesso mordente di Los Angeles (Los Santos) o di New York (Liberty City) o di Steelport. Le animazioni dei personaggi sono buone, così come i loro modelli poligonali ma, ma… il gioco non stupisce. Questa è la verità. Sarà anche grafica di altissimo livello, ma siamo lontani dalla magnificenza di Ryse. Il sistema di illuminazione non regge il confronto con quello di altre produzioni (qualcuno ha detto Metal Gear 5: Ground Zeroes?), sebbene durante la notte ci si trovi davanti ad uno spettacolo di luci e colori, tra insegne, fari delle auto e riflessi dei vetri sui palazzi. Nullla da dire sugli effetti volumetrici e sulle esplosioni, entrambi molto ben realizzati, ma di nuovo non siamo di fronte a nulla di spettacolare. Quindi Watch Dogs è un gioco brutta da vedere? No, per niente. E’ uno spettacolo per gli occhi; semplicemente non ci troviamo di fronte a quel prodigio che l’hype aveva portato tutti a credere che sarebbe stato.
Dal canto audio segnaliamo un ottimo doppiaggio italiano e un doppiaggio inglese ancora migliore: se siete dei patiti del “doppiaggio originale” infatti potrete giocare tutto coi sottotitoli. Le musiche sottolineano bene i momenti drammatici di gioco, ma nulla di memorabile, mentre il resto del comparto suoni si assesta su un livello più che buono.

Grafica 90%
Sonoro 85%
Giocabilità 90%
Carisma 80%
Longevità 85%
Final Thoughts

Cos'è Watch Dogs? Watch Dogs è un titolo valido. Cosa non è Watch Dogs? Non è per niente quell'assoluta rivoluzione di gameplay e grafica, che la campagna pubblicitaria aveva indotto tutti a pensare che sarebbe stato. Riesce a far divertire, propone una trama interessante e capace di far pensare (anche se non originalissima), ed è saturo di contenuti, che tengono occupati per un buon numero di ore, ma è ben lontano dall'essere un capolavoro assoluto, perché non mette nulla di nuovo sotto il sole. Ci era stato promesso un modo totalmente nuovo di approcciarci all'azione free-roaming, ma così non è stato. L'hacking è decisamente un'ottima idea, ma basta forse a giustificare un hype così alto? In fondo l'unica cosa che si può fare è interagire in modo prestabilito con alcuni oggetti, non che la cosa sia sviluppata male, anzi, ma non c'è quella libertà che ci era stata promessa. Ciò non toglie che rimanga comunque un gioco da provare e consigliato a chiunque sia in cerca di un buon gioco action.

Overall Score 86%
Readers Rating
2 votes
89