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What The Dub?! – Recensione: Un party game di doppiaggi e umorismo


Prima di iniziare a parlarvi del gioco preciso immediatamente una cosa: What The Dub?! è completamente in inglese, di conseguenza per giocarlo è necessario capire e anche saper scrivere in questa lingua. Se saputo questo il gioco vi interessa ancora, continuate pure con la lettura.


Quello dei ridoppiaggi di film, serie tv o pubblicità è un fenomeno esploso con l’era internet. Sono infatti sicuro che almeno una volta nella vostra vita avrete senz’altro visto delle clip di film ridoppiati in maniera comica e sono anche certo che piú di qualcuno abbia provato a produrne di proprie. Il fenomeno però è ben piú antico del web, e se vi è mai capitato di guardare dei film orrendi assieme agli amici, saprete di che parlo. In quelle occasioni c’è sempre qualcuno del gruppo pronto a commentare con sagacia le scene oscene o i tristissimi dialoghi, solitamente strappando una risata a tutti. Questi momenti sono forse l’unica ragione per guardare dei film trash alla Sharknado, che altrimenti non avrebbero motivo di esistere. E penso proprio che sia stato durante una serata a base di film di serie B che a, Mark Zorn e Kurt Wojda, creatori di What The Dub?!, sia venuta in mente l’idea di trasformare in un gioco la galvanizzante esperienza di guardare film brutti in compagnia.



Direttori del doppiaggio allo sbaraglio


Il tutto è molto semplice ed intuitivo. Una volta avviato il gioco è necessario che ogni giocatore faccia accesso ad un sito internet apposito utilizzando un codicino di 4 parole ed un nome utente. La cosa può essere fatta con qualunque dispositivo in grado di aprire un browser. Una volta che tutti sono connessi (si può giocare fino in 12) allora si può iniziare col delirio. Il gioco in sé ha una sola modalità e si svolge così: sullo schermo principale viene proiettata una clip della durata di un paio di secondi. Si tratta quasi sempre di scene prese da film di serie B degli anni ’50, ’60 e ’70 , ma possono capitare anche cose piú bizzarre come spezzoni di filmati industriali dello stesso periodo. Robe tipo alla Troy McClure. Se non sapete chi è Troy McClure è perché siete troppo giovani e quindi vi invio una maledizione da trentenne e vi invito a farvi un giro su Youtube. Cercate Università Bovina. Non ve ne pentirete.

Ma torniamo a noi.

In queste clip ci sono dei dialoghi mancanti e i giocatori devono, utilizzando i loro cellulari, digitare un testo che verrà poi “recitato” al posto delle parti mute da un sintetizzatore vocale. Non ci sono assolutamente limiti sul cosa scrivere (anche se esiste un filtro profanità per giocare con più piccini) e vi giuro che saltano fuori di quelle cose da vergognarsi di averle pensate.


What The Dub?!
A volte le clip da doppiare sono esilaranti già di per sé.

Naturalmente più affiatato è il gruppo e più saltano fuori cose allucinanti, tipo inside jokes inseriti a sorpresa, oppure riferimenti a canzoni, o qualsiasi altra cosa che possa avere un significato particolare per voi e gli amici a cui state giocando. Ad esempio in un round qualcuno ha ben pensato di far dire una frase tipica del gestore del nostro pub preferito ad un alieno dalla testa strana che vagamente gli assomigliava. Sono proprio cose del genere che danno un senso ad un party game. I vostri “doppiaggi” possono essere anche accompagnati da tutta una gamma di effetti sonori tipo sciaquoni, applausi, urla (c’è pure il Wilhelm Scream), esplosioni, e altre cose che se usate bene possono contribuire a rendere ancora più memorabile una frase. Quando la scena è stata rivista con tutti i “doppiaggi” dei giocatori allora tutti devono votare per decidere quale è stata la più divertente e chi alla fine della “sessione di doppiaggio” avrà più punti viene decretato vincitore. Ma la competizione in What The Dub?! importa davvero poco. L’unica cosa che vi interesserà davvero sarà scoprire quale astrusità hanno prodotto i vostri compagni di gioco e ridere con loro.

Di clip su cui lavorare ce ne sono più di 300 anche se non di rado capita che alcune si ripetano, cosa che, unita al fatto che ci sia una sola modalità di gioco e niente di più, può far accusare un po’ la stanchezza dopo qualche manche. Purtroppo non c’è nemmeno nessuna opzione particolare per permettere di variare un po’ la formula, come ad esempio una modalità che permetta di selezionare solo alcune scene, o di metterle in sequenza per creare una sorta di vero e proprio film ridoppiato. Il menù delle opzioni è difatti scarnissimo e non permette manco di aggiustare la grandezza dei sottotitoli per dirne una. Un po’ più di impegno in questo senso non avrebbe guastato. Tenendo conto comunque che è un gioco che costa poco più di 6 euro e che è comunque capace di occupare con efficacia una o due orette di una serata fra amici, nel complesso direi che come party game che funziona alla grande.

Giocabilità 100%
Fattore Party 100%
Varietà del gameplay 55%
Final Thoughts

What a Dub è un party game capace di animare una serata con risate assicurate. Vedrete che anche i meno avvezzi alla battuta del gruppo riusciranno a tirar fuori delle cose esilaranti. Oltretutto ha di buono che il lato competitivo praticamente non esiste e non se ne sente la mancanza: l'obiettivo di questo gioco è solo quello di far divertire tutti il più possibile. Purtroppo pecca di varietà visto che ha una sola modalità, ma ehi, ad un prezzo del genere è un difetto che gli si può anche perdonare.

Overall Score 85%
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