within the blade Recensione

Within the blade – Recensione: Action Stealth coi cari vecchi ninja


Così vorresti diventare un Ninja. Pensi davvero di averne la stoffa? Anni di tutorial ultra-invasivi, walking simulator e scene scriptate ti hanno reso debole e flaccido. Il vero Ninja è una macchina assassina, un killer infallibile e silenzioso, preciso e letale come la sua lama. Forse ti conviene dimostrare il tuo valore con qualcosa di congruo, magari con questo bell’action 2d in uscita su Nintendo Switch e sviluppato da Ametist studio. Vuoi sapere la trama? Un Ninja non ha bisogno di una trama; gli basta conoscere i suoi obiettivi, quale persona assassinare, quale prigioniero liberare. Nel gioco (chiamiamolo così, ma sai bene che sarà il tuo banco di prova) ti troverai ad affrontare tutta una serie di missioni dalla durata contenuta, perfette per qualche allenamento sfruttando la portabilità della console Nintendo. Esiste, comunque, un filo conduttore che lega le varie vicende, chiamando in causa anche demoni ed entità soprannaturali del folklore giapponese (e non), tanto per non farsi mancare nulla. All’inizio potresti pensare di trovarti di fronte ad un novello Shinobi, un platform 2d tutto azione e acrobazie.


within the blade

Nulla di più sbagliato. Il confronto diretto con i nemici ti porterà a morte certa e a ricominciare il livello da capo (o da uno dei checkpoint, piccola concessione benevola, non farci l’abitudine). Ti conviene agire nell’ombra, avvicinarti silenziosamente alle spalle del tuo avversario e terminarlo con una mossa repentina. In alternativa, puoi utilizzare tutta una serie di strumenti presi dal kit del bravo assassino. Abbiamo le bombe fumogene, le trappole esplosive, gli shuriken e altre amenità assortite. Puoi acquistare quello che ti occorre dai mercanti o produrlo direttamente nel tuo rifugio grazie a un sistema di crafting in verità piuttosto legnoso e che, forse, avrebbe necessitato un pochino di pulizia in più. Una volta terminata la tua missione, potrai fare ritorno al villaggio e ti sarà concesso di imparare una nuova abilità a tua scelta. Non prima, però, di ricevere una valutazione sul tuo operato basata sul tempo, le volte in cui sarai scoperto dai nemici, i danni subiti e così via. Preparati a un giudizio sin troppo severo che ai primi tentativi si risolverà in un punteggio negativo e nessun premio per la missione completata. Nessun problema, l’unico premio a cui ambisce il Ninja è la soddisfazione del suo padrone (e tutto l’oro che riesce a rubare nel corso del livello, ovviamente). Di tanto in tanto ti sarà chiesto di confrontarti con qualche boss piuttosto coriaceo ma dai pattern di attacco tutto sommato basilari. Difficilmente questi scontri costituiranno per te un grosso problema, salvo le fasi finali dell’avventura dove invece maledirai un paio di boss discretamente tosti. Prendilo più come un semplice diversivo dalle tue missioni di infiltrazione ed omicidio. Per gran parte del tempo sarà quello il tuo compito principale.


Assaggia la mia lama!


Le prime missioni che affronterai potrebbero lasciarti un’impressione sbagliata del gioco. Si tratta di semplici livelli a scorrimento dove la possibilità di tendere agguati ai nemici e sfruttare gli ambienti è piuttosto limitata. In questi frangenti, il titolo non dà certamente il meglio di sé, costringendo a rapidi attacchi e ritirate, senza lasciare grande spazio alle abilità stealth del protagonista. Fortunatamente, si cambia presto registro, passando da ambienti aperti e spaziosi all’infiltrazione nei castelli nemici. Qui non mancheranno angoli bui nei quali nascondersi, trappole ambientali che potremo sfruttare contro i nostri antagonisti, ricerca di chiavi ed esplorazione degli ambienti (premiata da tesori e monete in quantità). Sarà in questi livelli che inizierai a sfruttare adeguatamente anche i gadget a tua disposizione e le abilità che nel frattempo avrai sbloccato. Finalmente, il gioco comincerà a delineare le sue potenzialità e ti troverai a macinare i vari livelli con soddisfazione.

within the blade

La buona varietà di antagonisti da affrontare ti richiederà strategie e approcci differenti, premiando, comunque, quasi sempre l’azione furtiva e punendo ogni tentativo di correre verso la fine del livello imbracciando la spada. La verticalità di certi ambienti offrirà anche buone soluzioni di level design e molteplici possibilità di affrontare le medesime situazioni, richiedendo anche un minimo di pianificazione. Per questa ragione il titolo si presta anche ad una discreta rigiocabilità, sbloccando il classico new game plus una volta terminata l’avventura, consentendoci di ricominciare con le abilità già sbloccate e la possibilità di tentare nuovi approcci e strategie nei vari livelli. A questi punti potresti pensare che la via del Ninja sia impegnativa ma tutto sommato piacevole e spensierata. Beh, mi dispiace smontare le tue convinzioni, la vita non è tutta omicidi e tesori da depredare.


Le ombre del Ninja


Diventare Ninja significa anche allenare la propria pazienza, passare sopra alle difficoltà e, forse, anche chiudere un occhio su qualche magagna tecnica. Il sistema di controllo, sulla carta intuitivo, richiederà diverso tempo per essere padroneggiato a dovere e qualche volta non risponderà come ci si attende. La camminata sui muri, in particolare, sarà fonte di qualche imprecazione di troppo, finendo spesso con una rovinosa caduta su qualche spunzone acuminato, non sempre per colpa del giocatore. Analoghe considerazioni per le uccisioni furtive, che richiederanno una precisione millimetrica e non sempre andranno a segno come previsto, compromettendo in qualche caso anche la buona riuscita della missione. La pratica, come si suol dire, rende perfetti ma nelle prime fasi occorrerà davvero tanta pazienza, col rischio di abbandonare la via del Ninja sin troppo presto. Le trappole nascoste e i pavimenti pericolanti con tanto di spunzoni sotto (impossibili da riconoscere a occhio nudo), sono la ciliegina sulla torta che ti farà ricominciare il livello più e più volte. Fortunatamente, quando il gioco ingrana, le soddisfazioni non mancano e si riuscirà anche a sfruttare la non perfetta intelligenza artificiale dei nemici a nostro vantaggio, in situazioni tanto comiche quanto sinceramente appaganti.



Meno tollerabile tutta una serie di sbavature, quali l’impossibilità di capire in maniera intuitiva quale oggetto si stia acquistando dal mercante, visto che il cursore sull’oggetto selezionato tende a scomparire spesso e volentieri. Anche la gestione dell’inventario e il crafting non brillano eccessivamente per intuitività e, forse, avrebbero necessitato di essere interamente ripensati. Tecnicamente si possono muovere poche critiche, invece, visto che il titolo graficamente, pur non brillando in modo particolare, svolge egregiamente il suo lavoro. L’azione su schermo scorre sempre chiara e senza rallentamenti, con uno stile pixel art definito e piacevole. Le musiche sono quelle classiche da immaginario Ninja mentre gli effetti sonori sembrano recuperati pari pari dagli 8 bit. Non è presente la lingua italiana ma il bravo Ninja è per definizione poliglotta o almeno mastica quell’inglese minimo che gli permette di capire chi uccidere e chi invece risparmiare. Chiude l’offerta tutta una serie di missioni opzionali, scollegate dalla trama principale e talmente difficili da farci lanciare la Switch contro il muro e andarla a recuperare solo per poterla lanciare nuovamente contro il muro. Complessivamente il gioco ha una buona durata per la prima run (stimabile sulle 5/6 ore) ed è, come detto, ampiamente rigiocabile. Per arrivare ai titoli di coda non sarà necessario padroneggiare tutti i gadget e le abilità, ma una seconda run permetterà di sperimentare le possibilità che il gioco sa offrire, puntando magari al perfect score.

Lato Tecnico 78%
Sonoro 76%
Giocabilità 80%
Carisma 78%
Longevità 78%
Final Thoughts

Overall Score 78%
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