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Xmas Comics 2019 – Un report confuso


Nuova edizione natalizia per il Torino Comics, che come sapete (forse) prende il nome di Xmas Comics, per una edizione che si può descrivere brevemente come “confusa”, ed ora provo a spiegarvi perchè.

Oramai è come se si cercassero di coniugare a forza nature diverse, creando da una parte spazi con piccole novità, in ogni caso sempre più pop e legate alle mode del momento (non scriverò mode nerd per non offendere i lettori), rispetto agli spazi fumettistici.

Anzi, possiamo proprio dire che la sconfitta finale nell’evento torinese la abbia ricevuta la componente comics, sapete, giusto quella che dà il titolo all’evento.

Si assiste infatti al rosicchiamento sempre più costante degli spazi dedicati al fumetto, con poche fumetterie e case editrici infilate in una sorta di “L” dove si concentra tutto con forza, e poi posizionando in altra parte scuole ed autori / disegnatori autoprodotti. Vero che poi la fiera è da girare, ma appena arrivati l’occhio è per i gadget ed il retrogaming (con qualche prezzo poco fieristico e per giochi anche poco retro in certi casi), ed alcuni grandi marchi dei comics ne soffrono, come il caso di Eris Edizioni, importante nuova aggiunta del 2019, ma ce ne parla meglio la nostra Vale:

L’edizione di quest’anno del Torino Comics ha visto per la prima volta la presenza di Eris Edizioni, casa editrice italiana tra le più interessanti e originali del panorama contemporaneo. Lo scopo di Eris è quello di dare alle stampe volumi (fumetti e libri) di autori dalla voce riconoscibile, sperimentale, a volte fuori di testa.

Nel loro catalogo fumettisti come Jesse Jacobs (“Safari Honeymoon”), Joan Cornellà(“Mox Nox”), Fabio Tonetto (“Rufolo”) – presente anche allo stand per il firmacopie, assieme agli ospiti della casa editrice, forse i più numerosi della fiera: Adam Tempesta, Lorenzo Mò, Eleonora Antonioni e Francesca Ruggiero.

Noi si è passati di sabato pomeriggio, quindi in momento di buona affluenza, eppure anche spazi come i loro erano quasi dimenticati dalla parte più abbondante del pubblico, e quindi suppongo che con scarsa probabilità concederanno un bis.

Però però, ci sono state anche delle aggiunte più POP a dire il vero, e per pop intendo K-Pop, genere musicale boybandarosoftandroginkoreano che sta andando per la maggiore, e che ha visto ospitate, bancarelle con oggetti a tema eccetera eccetera.

… ma a videogiochi come stiamo messi?

O anche semplicemente sul lato ludico a tutto tondo? Sapete che noi di Truegamers ovviamente ci soffermiamo poco di più sul mondo gaming nelle fiere, ormai declinato tra videogiochi, robame da tavolo e retrogaming. Quest’ultimo è un altro illustre caduto, dato che forse ho avuto scarsa attenzione ma non ho visto davvero nulla al proposito, se non giusto i soliti rivenditori di cui si parlava qualche riga più in alto. Modesti ma non piccoli gli spazi giocotavolistici, con poche ditte e qualche associazione a farla da padrone; compaiono anche piccoli stand dedicati a prototipi di giochi di prossima pubblicazione, ma anche qui con il bene che vi voglio, nulla di trascendentale all’orizzonte.

Insomma, dovessi fare un riassuntone complessivo, ho avuto una sensazione più amara che in passato camminando in questa fiera, ma questo non perchè fosse vuota di contenuti, ma perchè c’è la forte impressione che abbia perso una direzione precisa. Lo dicono una scelta delle aree di esposizione confusionaria, con un mix di un banco di un prodotto, due di libri, tre di fumetti, poi cinque di gadget, poi uno di robe da mangiare, poi altri di dvd, che fanno presumere la volontà di cercare di accontentare tanti pubblici diversi, ma offrendo poco per ciascuno di questi.

L’espressione del post visita: non triste, non delusa, ma Ditto.

Tanto più quando il pubblico stesso, nella sua fetta più grande, era lì per comprare oggettini, incontrare youtubers e partecipare a qualche evento cosplay di sfilata o persino canterino. Vero che da sempre l’evento invernale è quello minore rispetto alla controparte di aprile, però… sono molto in allerta per l’edizione ufficiale 2020, mettiamola così.

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