Ys: Memories of Celceta PS4, Recensione

Ys: Memories of Celceta – Recensione: Memorie di un classico


Ys: Memories of Celceta finalmente sbarca anche su PlayStation 4, in versione riveduta e corretta. Senza giri di parole, siamo davanti all’ennesima dimostrazione straordinaria da parte di Nihon Falcom nello sviluppare giochi di ruolo. Video, e poi ne parliamo:



IL VERO QUARTO CAPITOLO


Non tutti conoscono la saga di YS, nonostante essa vanti una longevità rara nel panorama videoludico. Il primo capitolo fu rilasciato nel lontano 1987 e a oggi la serie vanta nella scuderia più di 10 titoli, tutti sviluppati dalla storica software house giapponese Falcom. Tutti tranne la combo del quarto capitolo: Mask of the Sun per SNES per mano di Tonkin House e The Dawn of Ys sviluppato da Hudson Soft per PC Engine Super CD. E proprio da questi due titoli che nel 2014 il team con sede a Tachikawa  decise di sviluppare il “vero” quarto capitolo della saga; nacque così Ys: Memories of Celceta in esclusiva per la sfortunata PlayStation Vita. Fortunatamente oggi – quello che da molti è ritenuto come uno dei migliori JRPG della console portatile SONY – è finalmente disponibile anche per PlayStation 4.

Ys: Memories of Celceta è tutt’altro quindi che un “semplice” spin-off della serie, e riesce finalmente a fare chiarezza su molti punti della lore che in passato erano stati spiegati in modo sbrigativo e non sempre con coerenza. Cosa che da sola dovrebbe far drizzare le orecchie a tutti gli appassionati che non hanno avuto modo di giocarci prima.


Ys: Memories of Celceta

MEMORIE PERDUTE


La storia di Ys: Memories of Celceta ci vede ancora una volta nei panni di Adol Christin, spadaccino e avventuriero dalla folta chioma rossa, capace di mettersi sempre nei guai tra un viaggio e un altro. In questa occasione il nostro paladino se la vedrà con il più blando degli escamotage narrativi: l’amnesia. Ma la cosa non deve trarre in inganno, Falcom è riuscita ancora una volta a confezionare un’avventura dall’intreccio narrativo efficace, spesso usando volutamente l’autoironia per impreziosire il tutto con del sano humor.

Le vicende partono dalla Foresta Sacra e si snoderanno tra città, rovine, caverne e dungeon vari alla ricerca della memoria perduta. Non manca la forte connotazione fantasy che la serie da sempre vanta, capace di offrire al giocatore un mondo ben delineato e con una sua “mitologia” ben delineata. Se siete amanti delle storie degli JRPG più agè, allora siete nel posto giusto: Memories of Celceta ci riporta a quella semplicità di temi e retroscena che hanno reso popolare il genere durante la golden age 16/32 bit.


Ys: Memories of Celceta

ADOL IL ROSSO


Senza girarci troppo intorno, togliamoci subito la parte meno riuscita dell’opera: la grafica. Per i cultori di Falcom non è di certo una novità (è noto che si tratta di un team piccolo con scarse disponibilità economiche), in ogni caso è bene specificare che l’estetica generale del gioco è paragonabile a quella di un titolo PlayStation 2, quindi i feticisti dei poligoni sono avvisati. Uno dei motivi di tale arretratezza è in parte motivato dal fatto che deriva direttamente dalla versione PlayStation Vita. In questa nuovo versione non abbiamo rilevato modifiche degne di nota a livello di texture e modelli poligonari. Il tutto nel complesso non è orribile da vedersi, ha quel gusto retro che non guasta nemmeno; le ambientazioni sono varie e con un ottimo level design in stile metroidvania, capace di gestire alla perfezione il backtracking grazie a scorciatoie sbloccabili. Molto gradevoli anche le schermate e i vari portrait in stile manga.

Di tutt’altra pasta sono invece le musiche, come di consueto Ys vanta una soundtrack fatta di temi orecchiabili e dalle melodie epiche, capaci di accompagnare ogni scenografia dell’avventura con il giusto pathos.



LA CLASSE NON È ACQUA


DualShock alla mano Ys: Memories of Celceta sbanca il banco. Prendendo a piene mani dal capitolo Seven, Falcom ci regala uno dei migliori JRPG d’azione disponibili su console SONY. Il combat system come al solito è velocissimo e ricco di mosse speciali, vantando un ritmo coerente sia nelle fasi esplorative, sia nelle più complesse boss battle. Come in Ys: Seven abbiamo a disposizione un gruppo di sei personaggi intercambiabili a piacimento, cosa che rende l’avventura meno monotona e più intrigante da giocare. Per gli amanti del grinding sarà una bella sfida potenziarli tutti al massimo e svelare ogni loro peculiarità. A impreziosire le battaglie il giocatore potrà contare su un sistema di schivate e su vari cambi di status, mettendo così alla prova sia la capacità tecnica, sia la capacità strategica del giocatore. La IA dei nostri alleati ci è apparsa buona e particolarmente utile nella raccolta dei materiali che servono per upgradare oggetti, armature e armi.

L’avventura principale ha una durata di 30 ore e non abbiamo riscontrato momenti di fiacca, anzi, la narrazione cresce man mano che si procede (come giusto che sia). La possibilità di visitare svariate città in cerca di missioni secondarie, parlare con gli NPC, la caccia di mostri rari o la ricerca di tesori, sono diversivi che allungano sensibilmente la longevità del titolo.

Come extra segnaliamo la possibilità di scegliere tra ben quattro differenti livelli di difficoltà. Purtroppo ancora una volta i testi sono localizzati solo in inglese.


Ys: Memories of Celceta

Valutazione

Grafica 66%
Sonoro 95%
Giocabilità 98%
Carisma 97%
Longevità 96%
Final Thoughts

Come con ogni produzione Falcom, non bisogna soffermarsi sulla grafica, la quale appare oggettivamente datata. La qualità del combat system e l'ottima narrazione sono le sue carte vincenti. Per gli appassionati di JRPG a stampo action è un acquisto obbligatorio. Ys: Memories of Celceta è un titolo capace di intrattenere dall'inizio alla fine senza cali di ritmo. Una vera perla, assolutamente imperdibile.

Overall Score 90%

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