3DS, Recensione

Zero Escape: Virtue’s Last Reward – Recensione


SCE Japan Studio

Sviluppatore

Sony Computer Entertainment

Publisher

Azione arcade / Survival

Genere

Tempo fa avevo recensito un avventura grafica ibrida a visual novel di Kotaro Uchikoshi: si trattava di 999: 9 Hours, 9 Persons, 9 Doors.
Ora, a distanza di mesi ho finito il suo promettente seguito: Zero Escape: Virtue’s Last Reward. Manterrà il carisma del precedente? Sarà ai livelli di quel capolavoro? Andiamo a scoprirlo insieme.

Fredde mura di cemento armato

1In questo capitolo non saremo più all’interno di una replica del Titanic bensì ci ritroveremo in un freddo dedalo di corridoi e stanze dall’estetica simile ad un impianto industriale o almeno questa è la prima impressione: nonostante sia tendenzialmente meno cupo e buio del precedente titolo, l’ambiente che troveremo qui sarà volutamente molto più freddo e grigio del precedente.
Rimane invariato il numero dei protagonisti, nove, e ognuno di essi ha un bracciale dove saranno segnati  i punti correnti del personaggio e il suo stato attuale (SOLO oppure PAIR) al contrario di 999 dove il bracciale identificava ogni personaggio con un numero univoco.
Lo scopo del gioco è aprire la porta marchiata con il numero 9 e fuggire da quello che viene che sostanzialmente è una nuova edizione del “Nonary Game” che ci è stato introdotto in 999.
Sigma, protagonista del gioco e personaggio da noi controllato, si risveglierà in un ascensore insieme ad una ragazza, Phi, che non conosce: questa sezione di gioco introduce il giocatore ad una delle due prinicpali fasi di gioco, che sarà chiamata “Escape”.
In queste sezioni il giocatore dovrà risolvere gli enigmi presenti in determinate aree avendo a disposizione il classico comparti di meccaniche da punta e clicca (trova oggetti, combina oggetti, usa oggetti e risolvi enigmi) che risultano forse lievemente più semplici del titolo precedente ma nel complesso molto più presenti e vari.
L’altra fase di gioco è la cosidetta “Novel” dove sostanzialmente avremo un gameplay tipico delle Visual Novel: molto, molto, molto testo e la possibilità di scegliere tra alcune alternative di tanto in tanto.

Ally or Betray

2Una delle caratteristiche più interessanti di questo titolo è sicuramente il riferimento al “Dilemma del Prigioniero”, noto dilemma di psicologia sociale che può essere riassunto come segue:

Due criminali vengono accusati di aver commesso un reato. Gli investigatori li arrestano entrambi e li chiudono in due celle diverse, impedendo loro di comunicare. Ad ognuno di loro vengono date due scelte: confessare l’accaduto, oppure non confessare. Viene inoltre spiegato loro che:

-se solo uno dei due confessa, chi ha confessato evita la pena; l’altro viene però condannato a 7 anni di carcere.
-se entrambi confessano, vengono entrambi condannati a 6 anni.
-se nessuno dei due confessa, entrambi vengono condannati a 1 anno.

In Virtue’s Last Reward non si tratterà chiaramente di criminali ne di investigatori ma la potenza sociale di questo dilemma è comunque rappresentata da quello che nel gioco è definito come “Ambidex Game” dove sostanzialmente potremo decidere di tradire o dare fiducia ad altri personaggi, ramificando ad ogni scelta la storia.
Questa meccanica è la causa dei 24 differenti finali di questo titolo ognuno dei quali contribuirà ad una comprensione maggiore della situazione: per risolvere tutti i misteri e le domande che spunteranno nella mente del giocatore come funghi sarà necessario arrivare al vero finale che sarà però raggiungibile solo dopo averne terminato altri specifici.
Al contrario di 999 dove era necessario rincominciare il gioco dall’inizio, in questo titolo siamo lieti di poter invece riprendere il gioco da un nodo della storia precedentemente affrontato: avete scelto di tradire nell’ultimo Ambidex Game e siete andati incontro ad un inesorabile bad ending? Riprovateci scegliendo di dargli fiducia e otterrete un finale diverso. Avete scelto la porta blu? Che sarebbe successo se aveste scelto la porta rossa invece?

Dite addio ai vostri neuroni

3999 ci metteva di fronte ad una trama intricata e ricoperta da un fitto velo di mistero noi (e il nostro protagonista) non potevamo far altro che rimanere spiazzati: in Virtue’s Last Reward l’effetto è ancora più potente.
Dal punto di vista dei contenuti se nel precedente titolo trovavamo riferimenti a Sheldrake, Ganzfeld e Kurt Vonnegut qui tali contenuti permangono e vengono arricchiti ulteriormente da palesi riferimenti ad Isaac Asimov e Ronald A. Knox (oltre ad una scena che strizza l’occhio al film Alien).
Dopo la soluzione di un mistero si presentano ulteriori dubbi che saranno talmente devastanti da rimettere in gioco tutta la trama incontrata fino a quel punto: persino il vero significato dietro alle vicende di 999 è messo in dubbio da questo titolo, perfettamente collegato al suo prequel!
Anche qui la volontà di scoprire cosa realmente è accaduto unita al fatto che ogni partita può avere uno sviluppo e un esplorazione delle stanze differente donano a questo titolo una rigiocabilità altissima e una longevità che, rispetto al titolo precedente, è più che quadruplicata superando la soglia delle 40 ore (!!!): per darvi un metro di giudizio vi basti pensare a come titoli del calibro di Broken Sword e Ace Attorney abbiano circa una ventina di ore di gioco.
Dal comparto tecnico si sente la mancanza delle sprite di 999 che sono state sostituite da modelli poligonali per poter sfruttare la capacità 3D del Nintendo 3DS ed è stato compiuto un vero e proprio salto in avanti dal punto di vista sonoro che presenta questa volta tracce memorabili e che vi rimarranno incise nella mente, al contrario del titolo precedente.
Come il 999, di carne al fuoco ce n’è moltissima e saprà accontentare i giocatori più esigenti che riusciranno a svelare tutti gli aspetti di questo gioco.

Valutazione

Grafica 85%
Sonoro 85%
Giocabilità 93%
Carisma 97%
Longevità 95%
Final Thoughts

Non ho alcun timore nel definire Virtue’s Last Reward un capolavoro. L’ibrido tra avventura grafica e visual novel trova in questo titolo una forma perfetta, fornendo al giocatore tutti gli strumenti per esperienziare una trama intricata, affascinante e ricca di colpi di scena. Questo titolo marchia Kotaro Uchikoshi come una persona da tenere d’occhio assolutamente. Un must per tutti gli amanti delle visual novel e delle trame intriganti.

Overall Score 91%
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